
Cantare, produrre suoni e ascoltare musica/canzoni permette ai bambini di entrare nel mondo della musica che consente loro di vedere con l’orecchio, ascoltare con il cuore e imparare dal sentire, sia inteso come udito che come sentimento. La musica è un linguaggio universale ed ha la caratteristica di non poter essere escluso dal nostro sentire. Infatti se uno canta o suona qualche strumento quella produzione musicale arriverà al mio orecchio, che lo voglia o no. Quindi cantare, ascoltare della musica o suonare uno strumento è un’attività collettiva che ci mette in collegamento con gli altri che volontariamente o no ascoltano. E’ questa la forza della musica di coinvolgere gli altri in questa attività in modo quasi naturale. L’attività musicale prevede perciò sempre una posizione ricettiva, e in base al proprio coinvolgimento, attiva o passiva. La finalità comune a tutte le attività musicali è quella di creare relazioni tra i partecipanti, di esprimersi attraverso questi linguaggi e di creare l’orecchio musicale. Nell’ascolto di una canzone cantata vi è sempre una relazione con chi la sta cantando: il bambino lo guarda, osserva i gesti e li rifà e se in grado si unisce anche al canto. Nella produzione del suono con degli strumenti, Il bambino è pienamente attivo nel senso che è lui stesso che produce il suono: può imitare ciò che vede fare o usare lo strumento a suo modo, e comunque sia, emetterà dei suoni. Nell’ascolto della musica registrata il grado di coinvolgimento è relativo a ciò che quella musica attiva nel bambino: ci sono musiche che lo rilassano ed altre che lo fanno ballare. Perciò l’attività musicale è l’entrata in un mondo di suoni, rumori, relazioni, di coinvolgimenti più o meno forti. Riteniamo che non sia necessario creare laboratori ad hoc musicali o fare programmazioni elaborate su questo aspetto, ma necessario è che la musica in tutte le sue forme rientri nell’attività ordinaria di una struttura educativa.